E così il famoso ‘Processo Ruby’ si è chiuso con la definitiva assoluzione di Berlusconi. Il quale – dimentico degli insulti che, per oltre vent’anni, ha dispensato a tutta la categoria – ora ringrazia, commosso, i magistrati, di cui loda la prova di coraggio e di indipendenza (come dire: la giustizia funziona e la legge è giusta quando gli dà ragione).

Ma questo, passi.

Vediamo, però, di fare un po’ di chiarezza – semplificando al massimo – sulla reale portata di questa sentenza.

Due erano i capi di imputazione contestati a Berlusconi: concussione (per aver fatto pressioni sulla Questura di Milano per ottenere il rilascio della signorina) e sfruttamento di prostituzione minorile (posto che la stessa signorina, all’epoca dei fatti, aveva meno di diciotto anni).

Da queste accuse Berlusconi è stato assolto per due ragioni.

Primo: perché, poco prima della sentenza di primo grado, la norma che punisce il delitto di concussione era stata modificata in corsa dalla c.d. Legge Severino (ma guarda un po’ che provvida coincidenza!) ed, in base alla norma così riformata, le sue ‘pressioni’ per far rilasciare la nota signorina non erano più sufficienti ad integrare la condotta del reato in questione. Se la norma fosse rimasta tal qual era in precedenza la soluzione sarebbe stata diversa.

Secondo: perché, nel corso del processo, non si è raggiunta la prova che Berlusconi fosse a conoscenza che la signorina con cui si è, diciamo, carnalmente intrattenuto, fosse minore di età. Si noti la sottigliezza: la sentenza non dice che Berlusconi sia stato ingannato sull’età della signorina o che, comunque, fosse convinto, per qualche buona ragione, di avere a che fare con una maggiorenne; dice, invece e semplicemente, che non è dimostrato che lui conoscesse la sua vera età. Come dire: forse lo sapeva, forse no, ma nel dubbio va assolto.

Ora, a prescindere dall’inconsueto tempismo dimostrato dal nostro Legislatore nella vicenda in oggetto; a prescindere pure dal fatto che è stato solo grazie a questo tempismo che si è potuti giungere all’assoluzione per il reato di concussione; a prescindere da tutto questo, resta una domanda a cui nessun tribunale potrà mai dare risposta: ma si può lasciare l’Italia in mano ad un ottantenne che non è neppure in grado di rendersi conto che sta andando a letto con una minorenne? Oppure (peggio): che neppure si pone la domanda?

A noi l’ardua sentenza.

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