Chi sono

L’Ufficio Anagrafe sostiene che io abbia 48 anni, ma sono certa che sia un errore.

Ho tre figli, da cui ogni giorno imparo molto più di quanto io insegni a loro.

Faccio un mestire che mi danna l’anima, ma che ormai fa parte di me molto più di quanto non voglia ammettere.

Credo che nella vita sia preferibile indossare abiti mentali casual: comodi per non intralciare i movimenti dell’anima, ma curati nei dettagli, perché è il particolare che fa la differenza.

Tutta la mia filosofia di vita si riassume in una frase: nulla succede per caso.

E, non a caso, mi chiamo CasualMente.

Questo in estrema sintesi.

Entrando un po’ più nel dettaglio aggiungo: mi chiamo Raffaella, nata nel 1966.

Sposata, con tre figli, di professione: avvocato (ma lo dico solo per dovere di cronaca, perché qui non scriverò né di leggi, nè di diritto: per questo ci sono già troppi blog, ai quali rinvio volentieri).

Chi mi conosce poco crede che io sia una persona efficiente, organizzata, precisa, puntuale. Di quelle ben strutturate e solide. Ma non è vero: lo sono dovuta diventare mio malgrado, perché con tre figli e il mestiere che faccio non posso permettermi il lusso di dimenticarmi qualcosa (o qualcuno) per la strada. Ma mi costa, ogni giorno, una fatica immane, perché io non sono nulla di tutto questo e organizzare qualsiasi cosa (anche la più banale) non è proprio la mia specialità.

La verità è che sono una sognatrice della peggior specie, disorganizzata, pigra, ritardataria, refrattaria a vincoli, obblighi, scadenze. I ‘per sempre’ mi spaventano, mi tolgono il fiato. Preferisco ‘un giorno alla volta’. Sarà per questo che, dopo 18 anni, il mio matrimonio misteriosamente ancora dura: perché non lo do per scontato e ‘domani si vedrà’.

Se qualcuno mi chiedesse cosa sono davvero, risponderei: una gatta, poco domestica e molto selvatica. Di quelle che graffiano, quando le infastidisci (e ci vuol poco, in effetti), ma che fanno le fusa quando le accarezzi. Di quelle che hanno bisogno, ogni tanto, di andare e starsene per conto loro, ma che, alla fine, tornano sempre. E non ti tradiscono mai, se tu sei onesto con loro.

Ho la ferma convinzione che nella vita tutto accada per un motivo ben preciso e mai casuale, anche se, quasi sempre ci sfugge. Ma il segreto, se mai ve n’è uno, è semplicemente avere il coraggio di seguirne il corso. E lasciare che la vita ti porti esattamente lì dove è giusto che arrivi, anche se talvolta la meta è molto diversa da quella che avevi immaginato tu.

Mi piace scrivere, da sempre, da quando facevo i pensierini a scuola. Mi piace giocare con le parole, sceglierle, combinarle tra loro e sentire il suono che fanno. Mi piace raccontare l’aspetto minimale della vita, quei frammenti che paiono banali, su cui normalmente si scivola via distrattamente, perché non paiono importanti. Dimenticando, invece, che la vita è fatta di attimi, che lì per lì sembrano insignificanti e invece non lo sono. Ma te ne accorgi solo dopo, quando sono passati.

Ho sempre riempito quaderni, diari, foglietti di pensieri sparsi, ricordi, riflessioni, che puntualmente ho perso, dimenticato da qualche parte, imbucato in qualche cassetto da cui non sono riemersi più.

Ed è proprio per non seminarli più per la strada che ho aperto questo blog.

 

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