S.o.s. adolescenza: breve vademecum per genitori in crisi

E’ scientificamente provato che il momento più sconcertante nella vita del ‘genitore medio’ è quello in cui il figlio varca la soglia dell’adolescenza.

E’ noto che durante l’infanzia il cucciolo d’uomo, pur costringendo gli adulti a fatiche improbe, ricopre il genitore di continue gratificazioni: coccole e bacini e a non finire, sguardi adoranti che ti seguono ovunque (anche nei posti meno indicati), lodi sperticate e spesso immeritate, del tipo: “Mamma sei la più bella del mondo”, o “Papà sei meglio di Superman”. E il genitore si imbambola appagato e (diciamolo pure) un po’ esaltato. Ci crede. Ci casca. Ingenuamente si convince che ‘sarà per sempre’.

Non è vero.

Succede, infatti, che un bel giorno (indicativamente tra i 13 e i 15 anni) il giovane virgulto – non più pargolo – si trasmuti, tutto d’un botto, in un essere assolutamente alieno, subendo tante e tali trasformazioni che non par più lui. E’ più che comprensibile, dunque, che il povero genitore resti stranito e fatichi non poco – anche a causa dell’incedere dell’età – a trovare l’elasticità mentale necessaria per star dietro all’improvvisa, quanto improvvida, metamorfosi del figlio. Continua a leggere

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La mamma e i super-poteri

Riky: “Mamma, ma se tu potessi avere un super-potere, quale vorresti?”

Oddio, che domanda … Ci metto un po’ per uscire dal paludamento strutturato della mia mente adulta ed entrare nel mondo beato della fantasia. Poi rispondo “Vorrei poter fermare il tempo”. Rimane perplesso, poi dice “Ah, ho capito. Come se tu andassi a letto a dormire fino a quando non sei più stanca, poi ti svegli ma non è ancora tardi”. “Sì, ecco. Su per giù l’idea era quella”.

Mi guarda un po’ deluso, come per dire “Ma che cavolo! Fra tutte le cose meravigliose che potevi scegliere, solo questa ti viene in mente?”. Poi mi liquida “Sì, va bé. Io invece vorrei essere come Spider Man, per camminare sul soffitto così, guarda mamma!”. E se va strisciando sul pavimento come l’Uomo Ragno.

Beato te, amore mio piccolo, per il quale il ‘tempo’ ancora ha così poco valore ed è solo un fissa di questa mamma sempre in ritardo su qualcosa.

(17 marzo 2013)

La vita è bella

Ultimo anno di liceo. Era maggio, mancava poco agli esami e dalle finestre aperte dell’aula entrava il profumo dolciastro della primavera inoltrata.

Era l’ora di Don Attilio, il prof. di filosofia, un uomo grande e grosso, burbero, decisamente fuori contesto in mezzo all’innocente frivolezza di quella scuola tutta declinata al femminile. Non ricordo di cosa stesse parlando: stavo disegnando cuoricini nel mio diario di Snoopy. Solo che, ad un tratto, tacque e guardò fuori. Poi si voltò di nuovo verso di noi e disse: “La vita è bella, sapete ragazze. E’ bella la vita”. E lo disse con un sorriso dolce e amaro nello stesso tempo. Continua a leggere

Arriverà il giorno in cui saranno cresciuti

Arriverà un giorno, ne sono certa, in cui saranno cresciuti. E non dovrò più faticare per metterli a letto o alzarli la mattina. Non dovrò più sgolarmi perché si lavino, si vestano, facciano i compiti. Non dovrò più sedare i loro litigi o patteggiare con i loro capricci. Non avrò più macchinette e figurine e mostri sparsi per tutta la casa. Non dovrò più correre tra scuola, piscina, danza, scherma, pediatra, dentista, catechismo, scout e festine di compleanno. Non dovrò più scappare dal tribunale per correre da qualcuno che ha vomitato o è caduto dallo scivolo. Potrò mangiare un pasto completo senza alzarmi dieci volte da tavola. Potrò fare la pipì in pace, senza che qualcuno entri solo per sapere dove sono. Potrò uscire con le mie amiche, andare al cinema, o a teatro o semplicemente starmene in divano a leggere un libro e ascoltare buona musica. Ma … Continua a leggere

In una serata di pioggia

Piove. Serata buia alla fine di una giornata grigia. Pensieri che frullano intorno al nulla, invischiati nel labirinto di quel che avrei potuto e voluto fare e, invece, non ho potuto, voluto, saputo fare. Cerco di fare un bilancio. Ma i conti non tornano: perdita secca.

E’ tardi. Salgo in camera e li vedo: tutti e tre nel lettone. Si sono intrufolati lì e dormono, addossati gli uni agli altri, come tre parentesi aperte, in un intreccio di manine, piedini, capelli arruffati. Il respiro lieve, il profumo che solo i bambini hanno nel sonno. Mi infilo sotto le coperte e, come un quarta parentesi, li avvolgo. E d’improvviso il cuore si slarga e sorride. D’improvviso tutti i ‘volevo’ e ‘potevo’ sfumano via lasciando l’aria pulita. D’improvviso i conti tornano.

So che domani saranno ancora tutti i lì, i rimorsi, i rimpianti i disincanti per una vita che non assomiglia per niente a come me l’ero immaginata.

Ma intanto sono qui con il cuore che respira e si abbandona a queste manine a questi piedini , come un girovago che ha trovato la via di casa.

Ho gli occhi umidi. E’ il troppo sonno, mi dico. Ma so che è una bugia.

(4 giugno 2012)

Mia nonna e la Legge dell’attrazione

Ogni tanto mi capita mi imbattermi in qualche scritto sulla Legge dell’Attrazione che – lo confesso – mi intriga parecchio, perché, per come te la raccontano, sembra davvero la soluzione di tutti i problemi. E, ogni volta, dopo due minuti che ci rifletto, mi dico che qualcosa di vero deve pur esserci, ma non tanto perché lo dice Rhonda Byrne, quanto perché, in fondo, è la stessa teoria di mia nonna che diceva “Cuor contento il ciel l’aiuta”. Solo che lei non ci ha scritto sopra dei libri e non è diventata ricca …

P.S.: io comunque ho preso tutto dall’altro ramo della famiglia!

Quando l’incoerenza non ha vergogna …

Spero che la notizia sia vera e che, davvero, abbiano preso l’assassino di Yara.

Ma non è questo il punto. Il punto è che, poco dopo l’arresto (ma proprio poco, poco dopo), il Ministro degli Interni Alfano si è presentato ai media ed ha dichiarato: «Le Forze dell’Ordine, d’intesa con la Magistratura, hanno individuato l’assassino di Yara Gambirasio». Ora, il Ministro non usa formule dubitative, non parla di presunto colpevole, di indagato o di sospetto. No, no: dice proprio lapidario: “hanno individuato l’assassino”. Di cui viene prontamente diffuso il nome e cognome, con ampio corredo di foto e particolari su moglie e figli. Continua a leggere

Caro Buon Dio, vogliamo parlare del tempo che scorre?

Caro Buon Dio,

io non dubito che Tu abbia avuto validi motivi per organizzare il mondo così come l’hai fatto.

Permettimi, però, di darti un piccolo spunto di riflessione se, per caso, volessi rimetterci mano.

Vedi, è questa faccenda del tempo che mi lascia perplessa. Il tempo che scorre imperterrito sempre in orizzontale, senza mai un sussulto. Uno nasce, è giovane, poi matura, poi invecchia. Tutto così inesorabile, senza possibilità di un ripensamento, un ritorno o uno scatto in avanti.

Sì, insomma, non pensi che sarebbe meglio un po’ di alternanza? Continua a leggere